Oculisti Aimo: “Post covid-19 ripresa interventi sarà molto rallentata”

ROMA – Cosa fare per tornare a una tempestiva ed efficace presa in carico delle grandi cronicità e per prepararsi a resistere ad una eventuale seconda ondata di Covid? Una serie di proposte vengono dall’Advisory Board costituito da Senior Italia FederAnziani con il coinvolgimento delle principali società scientifiche e organizzazioni sindacali dei medici che le hanno presentate in un incontro istituzionale con il vicepresidente del Parlamento Europeo, Fabio Massimo Castaldo.

“In questo periodo a livello ambulatoriale abbiamo sospeso 11 milioni di prestazioni specialistiche che ora vanno recuperate- ha detto Antonio Magi, segretario generale del sindacato Sumai Assoprof- Se dovessimo fare un conteggio, tenendo conto del distanziamento necessario, arriveremmo a 16 milioni. A queste vanno aggiunte quelle che erano già in lista d’attesa.

Per far fronte a tutto ciò occorre aumentare il numero degli specialisti ma anche inserire giovani e specializzandi che possano ridare vigore al Servizio sanitario nazionale, risolvendo i danni creati da questo blocco delle visite. Non solo bisogna rafforzare la specialistica, ma anche fare in modo che specialistica territoriale e ospedaliera e medicina generale si parlino”.

E per l’oftalmologia? “Dalla visione generale appena esposta si può scendere nel particolare, cioè nell’ambito della nostra specialità- ha fatto sapere il presidente dell’Associazione Italiana dei Medici Oculisti, Luca Menabuoni- per affermare che le criticità sono le stesse. Il motore si è fermato e così tutte le attività ambulatoriali e chirurgiche non urgenti, in particolare si sono fermati gli interventi di cataratta per ben 3 mesi. Se si pensa che in un anno ne facevamo circa 600.000 in Italia, si fa presto a fare i conti. E la ripartenza sarà molto rallentata, per rispettare le nuove procedure di accettazione, sanificazione e dimissione, non sarà possibile effettuare più di un intervento per ora. Anche operando ininterrottamente non sarà possibile fare i numeri di prima, quando facevamo 3-4 interventi l’ora”.

Altra criticità sono le prestazioni ambulatoriali, perché gli spazi all’interno degli ospedali “sono angusti, a volte le sale di attesa sono poco più che corridoi- ha aggiunto il presidente dell’Associazione Italiana dei Medici Oculisti, Luca Menabuoni- e far rispettare il distanziamento sociale determinerà un enorme allungamento delle liste di attesa”.
Quindi per Menabuoni sarà necessario “non solo incrementare il numero degli specialisti,

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