La manifestazione, promossa in tutta Italia, ha l’obiettivo di chiedere una riforma della formazione medico specialistica
REGGIO CALABRIA – “Stiamo manifestando per il diritto alla salute del nostro territorio e del nostro Paese. Il 52% dei medici in Europa e’ italiano e buona parte di essi sono calabresi, vogliamo l’ascolto sia del governo centrale sia della nostra presidente regionale”. Cosi’ alla Dire la dottoressa Laviniarita Parisi che, insieme a molti medici, riuniti in diverse sigle associative, stanno manifestando a Reggio Calabria per chiedere una precisa riforma della formazione medico-specialistica. “Vogliamo avere il diritto a restare nella nostra terra – ha aggiunto Parisi – e il diritto di curare i nostri conterranei e garantire loro la possibilita’ di non doversi spostare per migliaia di chilometri alla ricerca di uno specialista solo perche’ oggi, quando si puo’ fare qualcosa, non si e’ stati attenti nei confronti di una problematica che esiste ed e’ stata scompensata dall’emergenza che e’ in corso”.
La manifestazione e’ promossa in tutta Italia dall’associazione Salviamo Ippocrate, Chi si cura di te?, Er – ex rappresentanti in prima linea, Farmacia politica, Link area medica, Materia grigia, Segretariato italiano giovani medici.
“A nostro avviso, e’ arrivato il momento di dare una svolta sostanziale al mondo della Sanita’, partendo dal finanziamento di un numero congruo di contratti di formazione per medici specialisti e di medicina generale.
L’obiettivo principale e’ l’annullamento dell’imbuto formativo, possibile solo con il raggiungimento di un rapporto: uno a uno, tra candidati e contratti di formazione”. Cosi’ alla Dire il dottore Luigi Spadaro nel corso del sit-in in piazza a Reggio Calabria.
“Crediamo inoltre – ha aggiunto il giovane medico reggino – che una riforma appropriata del sistema formativo post-laurea dovrebbe includere la revisione delle modalita’ concorsuali del test Ssm, l’ampliamento della rete formativa delle Scuole di specializzazione, il rafforzamento dei controlli di qualita’ sulla didattica e la rivisitazione dei contratti di specializzandi e corsisti di medicina generale per un migliore inquadramento giuridico ed economico”.