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Lo chef pugliese in Guinea equatoriale: “Il futuro è fusion”pu

ROMA  – Metti il Mediterraneo all’Equatore. E l’olio extravergine con la bambucha. E ancora citronella e ginger, a dare aroma al colorado, pesce atlantico del Golfo di Guinea. Affumicato al naturale con legno di medula.
“Un antipasto tra tanti immaginando il prossimo menu, che sara’ fusion, sotto il segno del mix tra culture” sorride in collegamento video Pasquale Ferrara.

Chef olimpico, originario di Corato di Puglia, ha trascorso una vita in giro per il mondo. Da qualche tempo, dopo la formazione a Milano, la Thailandia e Goa, crea prelibatezze nel Grand Hotel forse piu’ di frontiera di tutti: a Djibloho, la nuova capitale che sta sorgendo nella giungla della Guinea Equatoriale.

“Il colorado ha una pezzatura grande, e’ un po’ come una cernia gigante” spiega Ferrara nell’intervista con l’agenzia Dire: “Questa e’ una terra straordinaria: il peperoncino arancione e’ uno dei tre piu’ piccanti al mondo e i gamberoni sono da 700 o 800 grammi, che manco in Thailandia…” Specialita’ servite ad ambasciatori, dirigenti e uomini politici di tutta l’Africa, sin dall’inaugurazione dell’albergo, un cinque stelle luxury realizzato dall’azienda perugina Piccini Construction.

Era il 2016 e il Grand Hotel, con 452 stanze, suite presidenziale da 2.000 metri quadrati, aveva ospitato i leader della Comunita’ economica degli Stati dell’Africa centrale.

“Tutt’intorno, oltre le piscine e il campo da golf, ci sono 50 ville” spiega Ferrara: “Una per ciascun capo di Stato del continente”.

L’albergo e’ gestito da un altro italiano, il general manager Vincenzo Presti. Soprattutto e’ uno dei luoghi simbolo della nuova capitale immaginata da Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, presidente della Guinea Equatoriale da oltre 40 anni. A chi all’estero ne parla come di un dittatore, che si arricchisce con i proventi del petrolio lasciando in poverta’ la popolazione, Ferrara risponde parlando al contrario della Guinea come di un modello.

“Il governo – sostiene – ha gestito la pandemia di Covid-19 con la stessa fermezza ed efficienza che era risultata evidente anni fa,

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