-STASERA VERTICE, CONTE NON VUOLE IL COPRIFUOCO
Il negoziato a Bruxelles sul Recovery fund non si sblocca. La situazione sanitaria in Europa è al livello di guardia, perciò si sta lavorando per far arrivare il prima possibile le risorse del programma Next generation. L’attività economica è in ripresa, ma un secondo lockdown generalizzato metterebbe in ginocchio il sistema produttivo. Proprio di questo si parlerà stasera a Palazzo Chigi in un vertice tra il premier e i capi delegazione. Giuseppe Conte è contrario al coprifuoco in tutta Italia, però nella maggioranza cresce la convinzione che l’ultimo Dpcm non basti a scongiurare il peggio e a limitare i contagi. Domani sera, invece, è previsto il Cdm e il via libera alla manovra da 40 miliardi. Rimangono però dei nodi da sciogliere tra i partiti su fisco e lavoro e non è escluso che la riunione slitti ancora.
– SCONTRO GOVERNO-REGIONI SULLA SCUOLA
Continua a salire l’allarme per la nuova ondata di contagi da Covid 19: Regioni e Comuni chiedono al governo mini lockdown nelle zone più colpite e una serrata notturna dei locali. Polemiche sulla chiusura delle scuole in Campania, la ministra Lucia Azzolina attacca Vincenzo De Luca mentre il premier Conte definisce la decisione del governatore non proprio “la scelta migliore”. Il ministro Francesco Boccia ha aperto alla richiesta degli enti locali di scaglionare gli ingressi e le uscite da scuola: “Il governo è pronto ad aiutare ma chiede risposte”, dice. I presidenti delle regioni, invece, vogliono riattivare la didattica a distanza alle superiori per alleggerire il flusso di gente sui mezzi pubblici negli orari di punta. Intanto, non si fermano i contagi a Montecitorio: gli ultimi a risultare positivi sono i capigruppo alla Camera di Forza Italia e Movimento 5 stelle, Mariastella Gelmini e Davide Crippa.
– FEDERMECCANICA: CONTRATTO? CRISI DRAMMATICA
Il settore meccanico vive una crisi “drammatica” dovuta alla recessione globale aggravata dal lockdown. Federmeccanica presenta l’indagine congiunturale con numeri da brividi: nei primi 8 mesi dell’anno la produzione ha subito un crollo di quasi il 20% e va male l’export,