Coronavirus, Gimbe: “Casi raddoppiati e ancora troppo pochi tamponi. E intanto si scaricano responsabilità sui cittadini”

L’impennata dei contagi, secondo la Fondazione Gimbe, è il risultato di una insufficiente attività di testing e tracciamento: “Aumento troppo scarso, sollecitiamo le Regioni da agosto”

ROMA – Ancora troppo pochi tamponi, criticità nella messa in funzione dei tamponi rapidi e un’azione di testing e tracciamento che nel complesso è ancora gravemente insufficiente e non proporzionata all’aumento di casi a cui si sta assistendo. La Fondazione Gimbe, che dall’inizio dell’emergenza Covid analizza dati e contagi nell’ottica di favorire la diffusione e l’applicazione delle migliori evidenze scientifiche, non usa mezzi termini per stigmatizzare il comportamento di Governo e Regioni di fronte all’epidemia di Coronavirus. Fino ad arrivare a un giudizio molto duro anche alla luce delle nuove restrizioni previste dal Dpcm approvato questa mattina: “Considerato che i numeri riflettono comportamenti sociali e azioni di contenimento relativi a 2-3 settimane precedenti, gli effetti delle misure restrittive del nuovo Dpcm non potranno essere immediate. In ogni caso, l’entità delle restrizioni stride con il mancato potenziamento dei servizi territoriali deputati al tracciamento, nonostante le risorse già assegnate dal Decreto Rilancio. Ancora una volta, i ritardi burocratici e i conflitti tra Governo e Regioni scaricano sui cittadini la responsabilità del controllo epidemico attraverso restrizioni delle libertà personali“, dice il presidente Nino Cartabellotta. Tutto questo dopo aver ricordato che la Fondazione Gimbe “già da fine agosto sollecitava le Regioni a potenziare le attività di testing & tracing, perché nella fase di lenta risalita della curva epidemica la battaglia con il virus si vince sul territorio”. 

“CASI RADDOPPIATI E GOVERNO CORRE AI RIPARI CON LE RESTRIZIONI”

L’impennata dei nuovi casi dell’ultima settimana, quasi raddoppiati rispetto alla precedente (29.621 vs 15.459), si legge in una nota di Gimbe, ha spinto il Governo a prendere provvedimenti per tentare di arginare la nuova ondata di contagi. Da un lato le misure restrittive previste dal nuovo Dpcm, dall’altro quelle sanitarie incluse nell’ultima circolare del ministero della Salute “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale”. Si tratta di un piano molto articolato che delinea quattro scenari di evoluzione dell’epidemia in relazione a diversi livelli di rischio e le conseguenti misure, che nello scenario peggiore prevedono un nuovo lockdown nazionale.

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