Un velo di tristezza nel giorno dell’enciclica

AGI – Nemmeno nel giorno in cui si consegna al mondo quella parola di speranza che è l’enciclica dedicata ai ‘Fratelli Tutti’, Papa Francesco riesce a staccare la mente dalle pene, che devono essere enormi, di una lotta nelle Sacre Stanze in cui si è pronti a divorarsi gli uni gli altri. Non ha mai parlato, Bergoglio, prima d’ora del caso che gli scuote la casa con la forza di un temporale, quella storia di usi più che disinvolti di fondi, di porporati costretti a cedere, alla fine, le loro prerogative, di transazioni e personaggi opachi e avventati.

L’amarezza deve essere tanta, e non solo del Papa. Chi in queste ore ha avuto contatti oltre Porta Sant’Anna parla di toni sconsolati, di sguardi abbassati, di teste che vengono scosse ogni volta che su una testata giornalistica appaiono nuove rivelazioni o belligeranti dichiarazioni. Che pena, che tristezza. Se poi il respiro della Chiesa è universale, così come i suoi messaggi sono per l’Uomo e guardano lontano

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