ROMA – Revocato un decreto del Tribunale per i minorenni contro una coppia di genitori Testimoni di Geova, vittima nell’ultimo anno di una gogna mediatica per essersi opposti alle trasfusione ematiche alla figlia.
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Il 10 settembre 2020 la Corte di Appello di Milano ha infatti revocato un decreto del Tribunale per i Minorenni di Milano che aveva limitato la responsabilita’ genitoriale di una coppia di Testimoni di Geova “unicamente perche’ i genitori si erano opposti alle trasfusioni ematiche che i sanitari avevano preannunciato necessarie” per la loro figlia, pur accettando collaudate strategie mediche alternative.
La Corte- si legge in una nota dei Testimoni di Geova– ha affermato la legittimita’ del comportamento dei genitori e rilevato gravi errori nella procedura adottata dal Tribunale per i Minorenni.
Un anno fa la vicenda era stata al centro di un caso mediatico. Nel settembre del 2019 la coppia aveva fatto ricoverare la loro bimba di 10 mesi, vittima di una caduta, all’ospedale di Legnano, dove era stata sottoposta a un intervento chirurgico per rimuovere un ematoma nel cranio. Dopo l’operazione, perfettamente riuscita e con la bimba fuori pericolo, il medico di turno aveva proposto ai genitori la somministrazione di sangue come terapia di supporto per far rialzare i valori ematici. Di fronte alla richiesta dei genitori di utilizzare terapie mediche alternative alle emotrasfusioni, il medico aveva allertato prima i Carabinieri e poi la Procura, che aveva chiesto e ottenuto dal Tribunale per i Minorenni il provvedimento di limitazione della responsabilita’ dei genitori.
La vicenda aveva suscitato grande clamore. Giornali e telegiornali avevano raccontato, in modo poco fedele, che la bambina si fosse salvata solo grazie all’intervento del giudice, che aveva autorizzato una “indispensabile trasfusione salvavita” negata dai genitori, trasfusione peraltro mai avvenuta perche’ non ritenuta poi necessaria.
Con il decreto 1991/2020, pero’, la Corte d’Appello di Milano ha ribaltato la decisione del Tribunale per i Minorenni e fatto chiarezza sulla vicenda affermando che “il mero dissenso dei genitori alle trasfusioni di sangue in aderenza al credo religioso non puo’ essere posto a fondamento di una valutazione di inidoneita’ all’esercizio della responsabilita’ genitoriale“.