VIDEO | Il social freezing? “Dopo i 35 anni giusto pensarci, non è scorciatoia”: parla l’esperto di Pma

ROMA – Sempre più coppie nel nostro Paese ricorrono alla fecondazione assistita per cercare un bebè e l’età media delle pazienti è alta. Spesso si tarda a ricercare la gravidanza per motivi sociali e lavorativi. E in questi casi è possibile preservare e mettere in ‘banca’ la propria fertilità? E in tempi di pandemia le procedure di fecondazione si possono fare in sicurezza o è meglio aspettare che il virus si spenga. A rispondere alle domande dell’agenzia di stampa Dire è Pasquale Totaro, responsabile della Procreazione medicalmente assistita dell’Ospedale Santa Maria di Bari del gruppo Gvm Care & Research.

Il social freezing secondo lei può essere una valida soluzione per chi arriva tardi a cercare una gravidanza oppure è solo un modo per aggirare il problema?

“Assolutamente no. Per l’anno prossimo, in occasione dei festeggiamenti dei 30 anni del nostro centro abbiamo in programma di organizzare delle giornate dedicate al social freezing un argomento che mi sta a cuore. I media devono dare forte impulso ed eco a queste tematiche. Se allo scoccare dei 35 anni non ci sono le condizioni per diventare madre, alle donne dico di pensare a congelare i propri ovuli. Anche se si pensa alla maternità intorno ai 40 anni, comunque si possono utilizzare ovociti più ‘giovani’. Passati i 35 anni, controllare la salute e la fertilità. E ai ragazzi dico di farlo fin da giovani”.

Il virus circola ancora. Nel vostro caso, in Puglia, il Covid ha creato delle liste d’attesa oppure il vostro servizio è a regime? Infine, una rassicurazione… è sicuro fare un ciclo di Pma anche se il Covid circola ancora?

“Ci siamo fermati solo nel periodo del lockdown come previsto dal Governo. I cicli sono slittati solo un paio di mesi e comunque nel nostro centro non ci sono liste d’attesa. Per quanto riguarda la sicurezza, non ci sono pericoli o limitazioni a sottoporsi ai cicli di fecondazione assistita: bisogna solo seguire le raccomandazioni che già conosciamo.

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