Al via XXI congresso Simspe: ‘l’Agorà penitenziaria 2020’

ROMA – Al via a Roma il XXI Congresso Nazionale SIMSPe ‘L’Agorà Penitenziaria 2020′ che fa il punto sulla situazione psichiatrica e infettivologica delle carceri a sei mesi dallo scoppio della pandemia. E’ infatti partito il piano per la ricerca del ‘sommerso’ dell’Epatite C in otto istituti italiani.

L’INIZIATIVA SIMSPe SU 8 CARCERI

L’iniziativa della SIMSPe – Società Italiana di Malattie e Sanità nei Penitenziari, approvata dal Comitato Etico dell’Iss nel dicembre 2019, si candida come un punto di riferimento per nuove politiche. Così in un comunicato la SIMSPe.
“Come nella popolazione libera c’è stato uno stop nei trattamenti, anche nelle carceri vi è stato un rallentamento a cui adesso dobbiamo far fronte”, evidenzia il Prof. Sergio Babudieri, Direttore Scientifico di SIMSPe e referente del progetto in seno al gruppo di lavoro ministeriale di sette persone che si occupa degli screening gratuiti previsti dall’emendamento al Milleproroghe.
“La metodologia applicata è basata su un approccio che prenda in esame le singole sezioni di ciascun penitenziario (una sezione abitualmente è composta da 60-70 detenuti circa). Il progetto è già partito in otto carceri, trasversali alle diverse regioni (San Vittore a Milano, Sassari, Alghero, Civitavecchia, Genova, Salerno, Eboli, Vallo della Lucania). Il progetto era già partito prima della pandemia, analizzando al 31 gennaio 2020 un campione di 2758 persone, distribuite in 46 sezioni detentive: di questi sono state analizzate le cartelle di 2173 soggetti, quindi il 78,8%, di cui la quasi totalità, 2038, il 93,8% ha eseguito i test antihcv: la prevalenza di HCV è stata del 10,3%. L’aspettativa era che fossero viremici almeno 3 su 4, mentre siamo a meno della metà: ciò significa che in molti sono già stati avviati alla terapia nei Serd o nei centri specializzati, quindi anche nelle persone detenute si sta osservando una riduzione del numero dei malati come conseguenza dei trattamenti estesi avvenuti negli ultimi anni nella popolazione libera”.

LA RICERCA DEL ‘SOMMERSO’ DELL’EPATITE C RIPARTE DAI PENITENZIARI

La pandemia ha interrotto il processo di eradicazione del virus nei pazienti affetti da Epatite C, con un decremento di circa il 90% dei trattamenti. Un peso che grava sul rallentamento già verificatosi nei primi mesi del 2020,

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