Il direttore di Atersir, l’agenzia che ha strutturato il bando, Vito Belladonna spiega che “siamo nella fase in cui la commissione sta valutando le offerte pervenute sulla base dell’offerta tecnica e del valore economico. I concorrenti- aggiunge- sono più di uno. La commissione finirà i lavori di valutazione dell’offerta tecnica, sono montagne di elaborati, nel giro di due mesi”. Poi seguirà la fase di predisposizione dei documenti contrattuali, il tutto al netto di ricorsi che non si possono escludere. Di certo, sottolinea, “le implicazioni saranno importanti. Oggetto della concessione è anche la realizzazione di investimenti fissati nel piano d’ambito e uno degli elementi che verrà valutato è anche la capacità di anticiparli”.
Su questo fronte a Rimini dal 2014 al 2017 sono stati investiti 133 milioni di euro, di cui 14,3 di contributi pubblici. La gara conferma la quota di almeno 20 milioni di euro di investimenti all’anno e prevede oltre 153 milioni di residuo dei beni strumentali da garantire al gestore uscente. Nella partita degli investimenti entra anche il Recovery fund. “Lavoriamo- spiega Belladonna- per candidare a livello regionale oltre 1.000 interventi per 1,7 miliardi, di cui 380 prioritari per 776 milioni”.
Per il sistema idrico integrato, prende parola l’assessore al Bilancio del Comune di Rimini, Gian Luca Brasini, si prendono in considerazione due livelli, da un lato la sostenibilità, ambientale ed economico-finanziaria, per cui la tariffa deve andare a remunerare l’opera, dall’altro la governance su cui si è ragionato, conclude, tra inhouse, doppio getto e gara europea, finendo per puntare su quest’ultima.
“SERVIZIO RIMINI SOPRA MEDIA, E TARIFFE STANNO CALANDO”
La provincia di Rimini attende dunque per il prossimo anno il risultato della gara europea per l’affidamento del servizio idrico integrato. E come sottolinea il componente del collegio di Arera, l’Authority nazionale di regolazione per energia, reti e ambiente, Andrea Guerrini, un tema fondamentale è quello della governance. E da questo punto di vista Rimini, tra i primi territori a bandire la gara, può proporsi come modello. “I territori- spiega Guerrini- pensino a definire un quadro di governo per mantenere poteri anche per la parte pubblica”.