In Italia il coito interrotto è il metodo contraccettivo più diffuso

ROMA – In Italia solo “il 13% circa della popolazione femminile utilizza i contraccettivi. E’ un dato del 2018, ma in costante diminuzione negli anni, legato al costo elevato che gli anticoncezionali hanno nel nostro Paese e a come viene raccontata la contraccezione: sempre in termini di paura. Il contraccettivo più diffuso, se così lo vogliamo chiamare, resta il coito interrotto“. In occasione della Giornata mondiale della contraccezione, che ricorrerà domani, 26 settembre, Anna Pompili, ginecologa e cofondatrice di Amica-Associazione Medici Italiani Contraccezione e Aborto, in un’intervista all’agenzia di stampa Dire lancia un messaggio chiaro: occorre cambiare punto di vista, “le donne e gli uomini di questo Paese debbono capire che non hanno bisogno di tutele, che è tempo che rivendichino il loro diritto a scegliere sul proprio corpo e sulla loro vita, ad avere una sessualità libera che passa attraverso l’accessibilità a metodi contraccettivi sicuri, che non c’è nessuno che può decidere per loro”. A provocare diffidenza nel loro utilizzo, per Pompili, è anche l’accento posta “sui pericoli, con un’assurda enfatizzazione del rischio di trombosi per la contraccezione ormonale” che mette in ombra “i vantaggi che invece può avere sulla salute”.

I FALSI MITI SULLA PILLOLA

Proprio sulla pillola la ginecologa sfata falsi miti: “I rischi potenziali legati alle trombosi sono bassissimi- spiega- abbiamo da 6 a 16 casi ogni 10mila donne per ogni anno di utilizzo. Il rischio tumorale per quanto riguarda la mammella è estremamente basso, a fronte di un vantaggio enorme” che riguarda “una riduzione del 30-50% dei tumori ovarici, più frequenti in età fertile, dei tumori dell’endometrio e del colon”. In più ci sono “tutta una serie di vantaggi rispetto alle condizioni femminili legate alle mestruazioni”. Come “la riduzione o l’eliminazione delle cefalee catameniali” o l’effetto benefico sulla “sindrome premestruale”. Ecco allora che la pillola, scelta dalla donna col medico in base alle proprie esigenze personali, può diventare sua alleata anche in un percorso di prevenzione e contrasto a condizioni di malessere.

IL CONTRACCETTIVO ‘PERFETTO’

Sono proprio medici e ginecologi a rivestire un ruolo centrale sul campo: “Ho fatto parte del gruppo che ha scritto le raccomandazioni italiane sulla prescrizione dei contraccettivi- fa sapere Pompili- In assenza di controindicazioni non si deve prescrivere alcuna analisi”.

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