ROMA – “Il presente e’ ‘stringiamoci a coorte’, cioe’ noi dobbiamo continuare a reggere, lo dobbiamo fare tutti, a onta di qualche cretino che dice ‘il virus e’ finito’, ‘buttate le mascherine’, ‘tornate a fare tutte le vostre attivita”, ‘ho avuto una polmonite peggiore del virus’. Questi sono degli imbecilli che fanno dei danni enormi dal punto di vista della salute pubblica, perche’ alle persone sprovvedute o analfabete funzionali alimentano nel migliore dei casi l’idea che e’ tutto finito e che si puo’ fare tutto quello che si poteva fare prima, o nel peggiore dei casi l’idea del complotto, dei poteri forti, dell’invenzione del virus e del fatto che questa e’ tutta una cospirazione internazionale”. Lo ha detto Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, Roberto Speranza, e professore di Igiene all’Universita’ Cattolica di Roma, in occasione della presentazione del rapporto annuale sull’innovazione in campo sanitario e farmaceutico dal titolo ‘Riportare la sanita’ al centro. Dall’emergenza sanitaria all’auspicata rivoluzione della governance del SSN’, condotto dall’Istituto per la Competitivita’ (I-Com) e presentato oggi nel corso di un webinar.
RICCIARDI: “QUANDO IMPRENDITORI FANNO PRESSIONE SU POLITICA TUTTO VA A SFACELO”
“Stiamo ripetendo tutti gli schemi delle pandemie- continua Ricciardi- cioe’ con una seconda ondata che e’ peggio della prima. È sempre successo cosi’: la gente e’ insofferente, quelli che producono economia, gli industriali e gli imprenditori, sono ovviamente in sofferenza, fanno pressione sul potere politico, il potere politico cede e alla fine va a sfacelo tutto, sia la salute sia l’economia“.
“Oggi in Francia ristoratori e imprenditori stanno consegnando a Macron le chiavi delle loro attivita’– ha proseguito Ricciardi– perche’ quello che hanno fatto li’ e’ ‘mai chiudere’. In Francia la quarantena non e’ mai stata obbligatoria, cioe’ sostanzialmente una persona infetta puo’ continuare a circolare, ad andare a lavoro, non c’e’ mai stato nessun intervento. In Francia hanno tra i migliori epidemiologi del mondo, molti di loro, miei amici, mi chiamano e mi dicono: ‘Lo abbiamo ripetutamente detto, ma non ci ascoltano’,