Prosegue anche nella seduta mattutina del 23 settembre lo scontro sul tema della giustizia all’interno del Consiglio Grande e Generale. Giuseppe Maria Morganti (Libera) punta il dito sul parere pro-veritate del prof. Baldassarre, chiedendosi: “è davvero autorevole? Nella prima pagina c’è un errore macroscopico. Ovvero che la possibilità di nominare un dirigente non magistrato sarebbe attribuito alla legge 2019 quando sappiamo che non è così”. Gian Carlo Venturini (Pdcs) fa riferimento alla lettera sottoscritta da alcuni magistrati. “Si ha l’impressione che costoro vogliano sostituirsi alla politica. Si dice che vi sia l’ingerenza della politica nelle scelte. Tutto questo è molto grave in quanto la rappresentazione che viene fatta è parziale e riguarda solo i primi mesi della legislatura e non tiene conto di quando ha avuto origine questa vicenda”. Il Sds Federico Pedini Amati attacca l’opposizione. “Ci avete lasciato in braghe di tela”. Quindi invita quindi il collega Ugolini “a rifondare il tribunale”. Nicola Renzi (Rf) torna sulla lettera del commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa. “Io credo che tutti i membri del Consiglio Giudiziario Plenario avessero il diritto di conoscere i contenuti di questa lettera che siamo venuti a conoscere solo quando il Commissario per i diritti umani l’ha pubblicata sul proprio sito. Sarebbe il caso di dire ai cittadini la verità”. “Vi siete dimenticati la condanna da Strasburgo? – dice Gian Nicola Berti (Npr) -. Ci siamo beccati una condanna per violazione dei diritti umani. Su questo non una parola”. Francesco Mussoni (Pdcs) dà quindi lettura di un Odg delle forze di maggioranza con cui “si invita il Segretario alla Giustizia a sottoporre una proposta di riforma della giustizia quanto prima; prendere contatti con la Commissione di Venezia per avviare un percorso di collaborazione e ammodernare il sistema della giustizia sammarinese; verificare la presenza di un fascicolo su San Marino all’interno della Commissione; richiedere al Consiglio Giudiziario Plenario una valutazione sulla legge qualificata in merito ad atti e deliberazioni presentate in passato che potrebbero avere dei vizi; affinché si arrivi alla nomina del magistrato dirigente del tribunale”.