Marziale: “Poma è un assassino, ma la società è incapace di prevenire”

ROMA – “È una società che non capisce che c’è un disagio psicosociale che arma la mano di molte persone, che invece di fare prevenzione risponde con il linguaggio d’odio. Certo che sono turbato per la morte del bambino, nel mio post non ho difeso il padre rispetto al bambino. Ho solo detto che la violenza produce violenza, che mi dà fastidio nei confronti di chiunque. Non accetto che la gente vada sulla bacheca di uno che è morto a scrivere ‘Bastardo, lurido’. Anche il mio linguaggio è stato antitetico, è vero. Però non ho retto perché conosco la depressione faccia a faccia”. Spiega così all’agenzia di stampa Dire il senso del suo post su Facebook sul caso dell’infanticidio-suicidio di Rivara, il presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori già Garante per l’Infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale.

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Il sociologo, in un post poi rimosso “perché non voglio che Facebook diventi il mio diario fisso”, aveva definito “gente disgraziata”, “gente senza un minimo di dignità”, gli utenti che che sul social hanno lanciato in queste ore commenti di insulto contro l’operaio 47enne Claudio Baima Poma, che ieri ha ucciso il suo figlioletto di 11 anni a colpi di pistola e poi, con la stessa arma detenuta illegalmente, si è tolto la vita. “Gente di merda quella che con la faciloneria della stupidità connaturata si erige ad interprete dello stato d’animo di un uomo che è arrivato a tanto- si legge sul post di Marziale- Certo, la morte del piccolino fa di quest’uomo un assassino, che se fosse rimasto in vita avrei lottato personalmente perchè pagasse fino all’ultimo giorno. Ma come ci si può permettere di scrivere sul suo profilo ‘bastardo’ e altri epiteti?”.

Il presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori chiarisce il senso del suo post: “Va da sè che la morte di un bambino ci rende più sensibili, è scontato che è più raccapricciante,

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