Coronavirus, Federfarma: “Per noi rischio carenza vaccino influenzale”

ROMA – Le Regioni hanno richiesto molti più vaccini contro l’influenza rispetto agli anni scorsi, e questo potrebbe significare che chi normalmente lo acquistava in farmacia quest’anno potrebbe fare fatica a trovarlo. Senza contare che i medici di base, di fronte a numeri ingigantiti di persone da vaccinare, potrebbero avere difficoltà nella somministrazione. A lanciare l’allarme sulla prossima campagna di vaccinazioni antinfluenzali è Andrea Cicconetti, segretario di Federfarma Roma, intervenuto ai microfoni della trasmissione ‘L’Italia s’è desta’, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

“Abbiamo di fronte- spiega Cicconetti- la stagione invernale in cui aumentano le malattie respiratorie e arriva l’influenza stagionale. Il problema è come poter distinguere i sintomi da quelli del covid. C’è anche un disagio sociale dovuto a questo fenomeno. Poter distinguere una patologia dall’altra significa dover fare il tampone, ma nel frattempo stare in quarantena. Per evitare tutto questo bisogna aumentare la campagna vaccinale”.

LA REGIONE LAZIO HA PRENOTATO IL DOPPIO DELLE DOSI

“La Regione Lazio normalmente faceva 1,2 milioni di dosi, quest’anno ha deciso di ampliare le fasce e fare una vaccinazione anche ai bambini tra 6 mesi e 5 anni, e di abbassare anche la fascia d’età per gli adulti. Quest’anno dunque sono state chieste 2,4 milioni di dosi. Questo maggiore approvvigionamento da parte delle regioni potrebbe portare ad una carenza di dosi nel normale ciclo e c’è il rischio che chi va in farmacia con la ricetta per comprare il vaccino non lo trovi.

Federfarma ha fatto una serie di tavoli col ministero della Salute per garantire un numero minimo di dosi per farmacia, si tratta di 25 dosi per farmacia. Federfarma nazionale ha chiesto di poter importare ulteriori dosi dall’estero. Poi c’è il secondo ordine di problema. La Regione Lazio raddoppia le dosi di vaccino, però i medici di medicina generale e i pediatri sono sempre gli stessi quindi sono chiamati a fare un doppio lavoro. Per questo noi farmacisti abbiamo dato la disponibilità per la somministrazione,

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