AGI – L’epidemia rialza la testa, i contagi tornano a salire, così come i ricoveri, le terapie intensive, e molto lentamente anche i decessi. In Italia è cominciata la terza fase dell’epidemia: dopo la prima, quella più drammatica, con una crescita esponenziale e apparentemente incontrollabile tra febbraio e aprile che ha costretto al lockdown, è arrivata la ritirata, più lenta e oscillante, ma via via più marcata, che ha portato al crollo del numero dei nuovi casi e all’abbattimento pressoché totale di ricoveri e decessi.
Da agosto è però iniziata la risalita, che sembra al momento assai diversa da quella vertiginosa della prima fase ma presenta numerose incognite, a partire dal fatto che siamo ancora in estate, e nessuno può prevedere cosa succederà in inverno, il secondo nell’era del coronavirus. Tre fasi: per questo nell’altalena dei dati è possibile fare un confronto fra tre giornate accomunate dal numero dei nuovi contagi, ma diversissime da tutti gli altri punti di vista, per tentare di capire cosa sta succedendo e cosa succederà.
I dati dell’ultima settimana
Ieri si sono registrati 1.907 nuovi casi, un balzo in avanti rispetto ai 1.585 del giorno prima. Tuttavia le percentuali tra asintomatici, casi lievi e casi gravi o gravissimi sono completamente cambiate. Secondo i dati Iss, aggiornati al 15 settembre, oggi tra tutti i malati ancora attivi (esclusi quindi i guariti e i deceduti) lo 0,49% è in terapia intensiva: il 27 aprile, intorno al picco della prima ondata (che vide proprio i