Coronavirus, Sileri: “Quarantena 7 giorni e tampone, è compromesso possibile”

ROMA – “Si parla di ridurre il tempo di quarantena perché forse servono meno di 14 giorni, ma è necessario fare lavori scientifici per dire se possiamo ridurla. Io penso che un buon compromesso sarebbe fare 7 giorni di quarantena e poi il tampone: se sei negativo, sei libero. Altrimenti con 14 giorni di quarantena per ogni contatto di una persona che risulta positiva rischia di bloccare troppe persone per troppo tempo”. Così Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

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Sul ritorno a scuola. “Tutti i protocolli, ciò che è stato veicolato dal Cts deriva dal Ministero della Salute, ciò che viene organizzato in termini di prevenzione e sorveglianza- ha affermato Sileri-. Quest’ultima è la parte più importante. Tutto ciò che verrà da adesso fa parte della sorveglianza. Garantire tampone rapido, contact tracing adeguato, un’eventuale quarantena e poi una ripresa dell’attività. E’ necessaria una sorveglianza accurata che non consenta di farci cadere di nuovo nella situazione di emergenza che abbiamo osservato mesi fa, anche se non credo ci sarà una seconda ondata come l’abbiamo vissuta a febbraio e marzo. L’impegno del nostro Servizio sanitario nazionale al momento è molto basso perché i dati sono bassi e finchè la situazione è questa è sotto controllo”.

Sileri ha parlato anche del ritorno alla normalità. “E’ chiaro che per una normalità assoluta servirà del tempo, anche io vorrei vedere discoteche aperte e stadi pieni, però dobbiamo aspettare ancora un po’. Anche sul vaccino sono ottimista, ma sono realista e dico che non vi sarà prima della metà del prossimo anno. La normalità si avrà qualora il virus dovesse mutare in una forma a noi favorevole, oppure quando raggiungeremo un’immunità di gregge, ma con i numeri che abbiamo servirebbe tempo, quindi rimane la chance del vaccino. Serviranno molti mesi, credo che il prossimo anno avremo ancora la necessità di doverci proteggere, con un’abitudine alla misure di sicurezza che stiamo osservando. Non dimentichiamo che questo virus colpisce in maniera severa gli anziani e coloro che hanno delle patologie pre-esistenti,

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