Auto elettriche, in Emilia-Romagna la sfida vale 6,2 miliardi (e 9.800 posti di lavoro)

ROMA – “Potrebbe essere un massacro, ma anche un grande opportunità”. Il settore dell’automotive è a un bivio e le imprese della filiera dei motori dell’Emilia-Romagna dovranno prepararsi all’appuntamento con la storia. La svolta per il comparto sarà il passaggio all’elettrico: come trasformare questa rivoluzione in fatturato e posti di lavoro è l’oggetto dello studio realizzato da Porsche Consulting per Confindustria Emilia. L’analisi ha preso in esame tre filiere (veicoli leggeri, pesanti, da costruzione e agricoltura), 19 cluster di componenti e circa 160 aziende associate per un totale di 16 miliardi di euro di fatturato (il 10% circa del Pil dell’intera regione).

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“Il 68% del portafoglio prodotti deve essere strategicamente ripensato: dei 19 cluster di prodotto, pari a circa 15.000 mila componenti, il 43% non esisterà più ed il 25% verrà riconvertito”, spiega l’analista Giulio Busoni. La posta in gioco è altissima. Stare al passo, cambiare il proprio business significa far crescere volume d’affari e occupazione. “In questo modo le filiere dell’Emilia possono cogliere l’opportunità di 6,2 miliardi di euro di fatturato potenziale, di cui 3,7 miliardi grazie alla riconversione di un portafoglio obsoleto e 2,5 miliardi derivanti da nuovi potenziali di un mercato in espansione. In termini di occupazione si tradurrebbe in 9.800 posti di lavoro, di cui 6.100 derivanti dalla riconversione di business esistente e 3.700 da nuove opportunità”, certifica lo studio. “Per sfruttare questa occasione dobbiamo studiare. Quando parliamo di new mobility non parliamo di un progetto connesso solo all’intelligenza delle nostre imprese, ma di qualcosa che si scaricherà anche sul territorio”, scandisce il presidente di Confindustria Emilia, Valter Caiumi.

“Il cambiamento è necessario, l’opportunità è nelle nostre mani. Il passaggio non sarà repentino, non si passerà dal bianco al nero, la transizione avrà dei toni di grigio che ci daranno il tempo di ripensare il nostri sistema”, sottolinea Caiumi. “Occhio alla componentistica”, avverte l’assessore regionale alle Attività produttive, Vincenzo Colla. “Quegli imprenditori dobbiamo andarli a prendere uno per uno per aiutarli nella transizione. La Regione c’è”, assicura Colla. Da parte sua, il numero uno di Lamborghini, Stefano Domenicali, presidente della filiera automotive di Confindustria Emilia, vuole dare “un messaggio rassicurante in un momento in cui possono esserci preoccupazioni” sulla tenuta del comparto.

“E’ in atto una transizione verso l’elettrico rispetto alla quale non si può tornare indietro“,

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