Addio alla serie A1, dopo lo sfratto la Lazio Nuoto ritira la squadra

ROMA – Ieri il Comune di Roma ha apposto i sigilli alla struttura della Lazio Nuoto in via Giustiniano Imperatore, a Garbatella. Uno sfratto che porta la società “inevitabilmente” a ritirare la squadra di pallanuoto dal campionato di serie A1.

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“Una delle più brutte giornate dei 120 anni di vita della Lazio Nuoto, ricca di traguardi sportivi e sociali di grande rilevanza che hanno segnato parte della Storia della Capitale. Un patrimonio che questa amministrazione ha voluto colpire senza pietà, fino all’ultimo, con un atteggiamento inaudito per uno stato democratico, sfrattando la società biancoceleste dall’impianto sportivo della Garbatella, gestito da 34 anni. E’ accaduto al termine di una lunga giornata grazie all’intervento di un massiccio dispiegamento delle forze dell’ordine, come si vede solo in occasione di operazioni contro la criminalità, deciso ad intervenire su ordine politico, malgrado la sentenza del TAR di giugno abbia disposto chiaramente tutt’altro. A nulla sono servite le rimostranze, l’attaccamento dei dipendenti dell’impianto, usciti in lacrime, e il diritto”. È quanto si legge in un post della Lazio nuoto sulla sua pagina Facebook.

“Basta andare a leggere le motivazioni dei giudici, pubblicate per trasparenza sul nostro sito, per rendersi conto di quanto grave sia la vicenda- si legge- Queste sono alcune delle parole con cui i magistrati hanno espresso inequivocabilmente la volontà di escludere dalla gara quella società che invece i Cinque Stelle, con l’intervento della forza pubblica, vogliono imporre nella gestione dell’impianto della Garbarella: ‘… La stazione appaltante (Roma Capitale)- si legge- era vincolata all’accertamento dei requisiti di partecipazione da essa stessa posti nelle regole del bando; regole che andavano interpretate letteralmente e applicate rigorosamente al fine del rispetto dei principi di par condicio, di trasparenza e di massima partecipazione alla gara…”.

Ed ancora, si legge: “Dall’erronea applicazione di tali regole è scaturita l’ammissione alla gara della S.S.D. Maximo a r.l. che, invece, non poteva parteciparvi,

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