A Venezia77 i ‘Lacci’ di Luchetti, legami che fanno male

VENEZIA – Un ‘patto’ tra due giovani, quello di creare una famiglia che resti unita per sempre, e gli imprevisti che la vita puo’ riservare portando a fare scelte inimmaginabili.
In mezzo una storia d’amore lunga decenni, un dramma famigliare con alla base un legame, doloroso e a volte quasi masochistico, difficile da recidere. È ‘Lacci‘ di Daniele Luchetti, il primo film italiano dopo 11 anni ad aprire la Mostra del Cinema di Venezia. La pellicola, tratta dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone, dal primo ottobre nelle sale, e’ stata presentata questa mattina in anteprima alla stampa, mentre questa sera, subito dopo la cerimonia d’apertura durante la quale sara’ consegnato il Leone d’oro alla carriera a Tilda Swinton, ci sara’ la proiezione per il pubblico. Film e cerimonia, per la prima volta nella storia, saranno trasmesse in diretta streaming in 100 cinema italiani, un segnale di ripartenza per un settore fortemente segnato dall’emergenza Covid-19.

LACCI, TRAMA

Protagonisti di ‘Lacci‘, fuori concorso alla kermesse e presentato questa mattina in anteprima alla stampa, sono Aldo e Vanda, moglie e marito che entrano in crisi quando lui si innamora di Lidia, una giovane collega. Un giallo sui sentimenti, che indaga la profondita’ di quei legami che, come Lacci troppo stretti, rischiano di provocare ferite insanabili. Nel mezzo un mistero da risolvere, che nasconde un gesto catartico e liberatorio svelato solo nel finale. “Il romanzo di Starnone mi e’ sembrato che riguardasse tutti noi- ha dichiarato Luchetti durante la conferenza stampa di presentazione della pellicola oggi al Lido- tutti noi siamo stati potenzialmente parti di una coppia, figli di coppie, figlie di coppie separate, io stesso sono un padre separato. E’ un libro che mi ha dato la possibilita’ di identificarmi con tutti i personaggi”.

LACCI, IL CAST

Nei panni dei protagonisti della pellicola, che si apre negli Anni 80 per concludersi ai nostri giorni, Alba Rohrwacher e Luigi Lo Cascio, da giovani, e Laura Morante e Silvio Orlando 30 anni dopo. Una scelta coraggiosa quella di Luchetti,

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