Regionali Puglia, ‘Futuro in corso’: il programma di Emiliano in 10 punti

BARI – Sono dieci i capitoli che compongono il programma elettorale di Michele Emiliano e che sono racchiusi in un titolo preciso: ‘Futuro in corso’, nome identico al percorso di partecipazione realizzato nel mese di agosto attraverso incontri avvenuti via web nel rispetto delle regole di distanziamento sociale. Sono le priorita’ a cui dara’ spazio in caso di vittoria il governatore uscente Michele Emiliano. Al primo punto c’e’ “un patto per il clima e per l’economia verde e sostenibile, che contiene gli asset del piano di investimenti per la piena decarbonizzazione dell’industria e dell’energia, a partire dall’ex Ilva di Taranto nei prossimi 5 anni. Ma anche mobilita’ sostenibile e legge sull’economia circolare per chiudere il ciclo dei rifiuti”. Se i capitoli 2 e 3 sono dedicati alla competitivita’ delle imprese e alla volonta’ di rafforzare il welfare per “non lasciare indietro nessuno”, i punti 4 e 5 pensano al futuro perche’ il quarto si intitola “voglio andare a vivere in Puglia” ed e’ “il piano dedicato al rientro dei giovani con nuove misure regionali come il bonus casa, sostegno alle start up e finanziamenti per apertura di nuove attivita’ nei piccoli centri. Che si accompagnano con le politiche per il diritto allo studio”, il quinto invece riconosce “i diritti al futuro partendo dalla conoscenza che delinea i nuovi interventi regionali per le scuole, le universita’, la gratuita’ dei servizi per gli studenti e i libri di testo, e introduce il nuovo Reddito di formazione“.

Gli ultimi pilastri riguardano le citta’ sostenibili – “per un modello europugliese per migliorare la qualita’ della vita delle citta’ e delle aree interne, in una logica di transizione ecologica con l’obiettivo di portare la differenziata al 70%”, l’aumento di aree verdi e piste ciclabili, la riorganizzazione di cultura e turismo – definiti “drivers fondamentali” dell’economia pugliese, transizione digitale del sistema produttivo nei prossimi 5 anni, investimenti in sanita’ – personale e medicina del territorio – e infine la partecipazione “dei cittadini e delle donne alla vita politica e alla policy regionale”.

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