Il ruolo di Wojtyla nella caduta del comunismo

AGI –  Quello che la Polonia, e il mondo, vedranno a partire dall’incendio del 14 agosto 1980, con l’inizio degli scioperi a Danzica, ha una scintilla nell’azione del giovane arcivescovo di Cracovia, Karol Wojtyla, che prende in un certo senso per mano il sentimento dei connazionali – in particolare l’intreccio tra la fede che il regime vorrebbe imbavagliata e le istanze lavorative che premono per un riconoscimento di migliori diritti – e se ne fa interprete.

Simbolo di quella fase sarà la Croce di Nowa Huta, sotto la quale il futuro Papa affermerà più volte la vicinanza della Chiesa al mondo del lavoro e al suo bisogno – che era quello di una nazione – di voltare pagina. Una fase, che porterà alla nascita del sindacato di Solidarność, ricordata per Vatican News dal vescovo ausiliare di Danzica, Zbigniew Zieliński.

 “Sono gli anni in cui la Chiesa in Polonia era guidata dal primate Józef Glemp “, ricorda il presule, “La situazione

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