Varata la riforma del Csm, criteri di merito per gli incarichi alle toghe

AGI – Una delega al Governo affinché adotti, entro un anno dall’approvazione della legge, “uno o più decreti legislativi recanti disposizioni per l’efficienza del sistema giudiziario e la riforma dell’ordinamento giudiziario”. È la riforma presentata dal Guardasigilli Alfonso Bonafede che affronta nodi cruciali del sistema giustizia: tra gli obiettivi, lo stop alle degenerazioni del correntismo, dopo lo scandalo del caso Palamara, anche con la previsione di un nuovo sistema elettorale per i rappresentanti togati al Csm, nuovi criteri per le nomine ai vertici degli uffici giudiziari, e la ‘chiusura’ delle ‘porte girevoli’ tra politica e magistratura. Un corposo testo che ora dovrà affrontare l’iter parlamentare, così come le riforme del processo civile e penale presentate dal Governo nei mesi scorsi. Di seguito i punti salienti della riforma approvata, insieme al decreto agosto, durante il Consiglio dei Ministri.

Stop correnti al Csm

“All’interno del Consiglio superiore della magistratura non possono essere costituiti gruppi tra i suoi componenti e ogni membro esercita le proprie funzioni in piena indipendenza ed imparzialità”, recita la riforma Bonafede. Inoltre, delle Commissioni del Csm competenti su nomine, valutazioni e incompatibilità ambientali e/o funzionali non potranno far parte i componenti effettivi della sezione disciplinare. I componenti delle singole commissioni saranno individuati annualmente “tramite sorteggio”.

Per elezione togati Csm parit

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