ROMA – Non siamo usciti completamente dall’emergenza Covid-19. In Lombardia, la regione più colpita dalla pandemia, si registra infatti un nuovo focolaio con 97 persone positive, tutte asintomatiche, in un’azienda agricola nel Mantovano. Ci sono nazioni come Belgio e Francia che dichiarano di essere preoccupate e che rischiano la chiusura. Non abbassare la guardia, allora, è la raccomandazione ricorrente in questa estate 2020, che spesso però non viene recepita da turisti e cittadini. Per fare la fotografia della situazione nel nostro Paese, ma anche per immaginare una data che segni la fine dell’emergenza sa,nitaria l’agenzia di stampa Dire ha raggiunto il professor Massimo Galli, direttore del dipartimento di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano.
– Esiste il rischio di seconda ondata in Europa?
“Per quanto riguarda il nostro Paese più che di una seconda ondata parlerei di una scia della prima non completamente risolta del tutto. In ogni caso bisogna essere cauti e questo è il motivo per cui noi esperti, per la maggior parte, ribadiamo l’importanza di essere molto prudenti nella vita di tutti i giorni”.
– L’allentamento delle misure e la voglia di libertà tipica dell’estate, complici le vacanze, portano forse ad abbassare le guardia. Quanto è importante essere prudenti, come dice bene lei, soprattutto nelle regioni dove si sono registrati meno contagiati?
“Non me ne voglia nessuno ma certamente proprio le regioni che hanno avuto meno problemi con il virus devono prestare maggiore attenzione. Anche perché non aver vissuto una situazione meno drammatica, per fortuna, potrebbe più facilmente portare ad atteggiamenti più ‘leggeri’ e questo non va bene. L’esperienza maturata dalla persone che vivono nei luoghi più colpiti dal Covid-19 si legge negli occhi. Peraltro, le Regioni meno colpite ora sono anche quelle più gettonate come meta per le vacanze e dove purtroppo, proprio per l’afflusso maggiore di vacanzieri potrebbero aumentare le infezioni. Chiaramente c’è il famoso discorso dell’immunità di gregge, ma questa cifra è lontanissima dai numeri attuali. I numeri ci dicono come a Castiglione D’Adda, tra i comuni più colpiti, la prevalenza dell’infezione era pari a circa il 23% che non è poco, ma non così tanto”.
– Quando si arriverà all’immunità di gregge?