AGI. – “Abbiamo fatto una cosa che deve essere considerata normale: l’errore enorme è considerarla una cosa straordinaria e dire che il modello Genova è stato possibile solo perché sono accadute cose drammatiche”. A due giorni dal taglio del nastro del nuovo ponte sul Polcevera, il Genova San Giorgio, il sindaco e commissario per la ricostruzione, Marco Bucci, pur molto soddisfatto del risultato, confida all’AGI di non pensare che, quanto realizzato in meno di due anni dal drammatico crollo del Morandi, sia stata un’impresa eccezionale.
“Noi abbiamo fatto esattamente quel che succede nelle aziende private, specialmente nelle multinazionali – spiega – si fa il project management, si valuta la best option, si lavora seguendo delle regole predefinite, e noi abbiamo utilizzato il codice europeo degli appalti, soprattutto l’articolo 32, ci si prende le proprie responsabilità, perchè se la gente non lo fa il sistema non funziona, ci si rimbocca tutti le maniche 24 ore su 24. Tutto questo, nel mondo, è normale: non può essere un’eccezione, perchè nel momento in cui lo diventa, vuol dire che non si sta lavorando, non si stanno facendo i controlli, ci sono i furbetti”.
‘Due anni il tempo giusto, potevamo farlo anche in meno’
Ecco dunque il segreto di un’impresa riuscita: quella di un cantiere partito nel dicembre 2018 con la demolizione del Morandi e terminato a luglio 2020 sotto gli o