ROMA – Monitorare gli episodi di discriminazione e intolleranza sul territorio, ma anche restituire la fiducia nelle istituzioni a chi e’ vittima di insulti per le proprie origini, il colore della pelle, il credo religioso, le condizioni fisiche.
Nasce oggi con questi compiti l’Osservatorio nazionale contro le discriminazioni nello sport, frutto di una intesa siglata a Roma dal direttore dell’Unar, Triantafillos Loukarelis, dal presidente dell’Uisp, Vincenzo Manco, e dal vicepresidente dell’associazione Lunaria, Duccio Zola.
Un “progetto ambizioso”, su cui le parti sono al lavoro da circa 10 anni, consapevoli che “lo sport e’ uno dei luoghi dove si forma la personalita’ di un individuo e dove si manifestano al meglio i valori positivi”, ha spiegato Loukarelis.
La nascita dell’Osservatorio rappresenta una novita’ assoluta anche in Europa, che al momento non si e’ ancora dotata di strumenti adeguati per monitorare e fornire un’analisi precisa sulle discriminazioni in ambito sportivo. E in particolare su quello amatoriale e dilettantistico, vero ‘target’ del nuovo Oservatorio. L’attivita’ dell’Osservatorio sara’ anche quella di sensibilizzazione e formazione, promuovendo soprattutto nei giovani la cultura del rispetto e dell’inclusione.
“Nelo sport ci sono tante persone che subiscono discriminazioni e non sentono la fiducia delle istituzioni. Ecco- ha aggiunto Loukarelis- Noi vogliamo rompere questo muro ed essere un punto di riferimento, accendendo i riflettori su casi che spesso passano sotto silenzio: per farlo contiamo di creare una rete con le associazioni e le societa’ sportive, le federazioni e anche i centri di ricerca universitari, in modo da fare lavoro di squadra ed essere piu’ efficaci”.
‘Madrina’ della nascita dell’Osservatorio e’ Beatrice Ion, giovane atleta della Nazionale paralimpica di basket femminile, aggredita con minacce e insulti razzisti nei giorni scorsi insieme al padre, rimasto ferito e in attesa di essere operato per la frattura di uno zigomo. “Credo sia molto importante la nascita di questo osservatorio perche’ la discriminazione e’ molto presente in italia e io l’ho vissuta sia come donna che come straniera. È sempre bello sapere di essere tutelati da qualcuno e questo da’ il coraggio di parlare di certe cose,