Tragedia in discoteca a Corinaldo, condanne dai 10 ai 12 anni per i 6 membri della ‘banda dello spray’

IL PROCURATORE: “CI RISERVIAMO DI VALUTARE MOTIVAZIONI SENTENZA”

“La Procura della Repubblica prende atto della decisione del giudice e si riserva di valutare le motivazioni della sentenza quando saranno depositate. Mi sembra doveroso sottolineare come grazie all’impegno degli inquirenti e degli investigatori ci sia stata una celere risposta da parte dello Stato. La sentenza è intervenuta ad un anno e mezzo di distanza dai fatti che si sono verificati a Corinaldo l’8 dicembre 2018. Fatti in occasione dei quali hanno perso la vita dei giovani e una madre ai cui familiari comunque la Procura rivolge il proprio pensiero”. È quanto dice il Procuratore capo della Repubblica di Ancona, Monica Garulli, dopo la sentenza di primo grado. 

La sentenza conferma i capi d’accusa della Procura dorica che vanno dall’omicidio preterintenzionale, alle lesioni, furto e rapina. “La sentenza ha confermato l’impianto accusatorio della Procura ad eccezione di un capo ‘associazione per delinquere’- conclude Garulli- attendiamo le motivazioni”.

ATTESA PER LA SENTENZA, LE FAMIGLIE SI ASPETTAVANO IL MASSIMO DELLA PENA

Grande attesa da questa mattina ad Ancona per la sentenza di primo grado per i sei ragazzi della provincia modenese a processo per la tragedia della Lanterna Azzurra di Corinaldo. All’interno della discoteca la notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018 persero la vita sei persone, cinque adolescenti e una giovane mamma neanche quarantenne. Le vittime furono: Benedetta Vitali e Mattia Orlandi di 15 anni, le 14enni Asia Nasoni ed Emma Fabini, Daniele Pongetti di 16 anni e la giovane mamma Eleonora Girolomini di 39 anni.

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Per i sei imputati, le richieste dei pm, Paolo Gubinelli e Valentina Bavaj, andavano dai 16 ai 18 anni di reclusione. Tra i reati contestati dalla Procura c’era anche l’associazione a delinquere, che però è stata scartata dal giudice. Sono rimasti i reati di omicidio preterintenzionale, lesioni personali, furto e rapina.

I sei, appartenenti alla cosiddetta ‘banda dello spray‘, sono accusati di aver spruzzato all’interno della discoteca lo spray urticante al peperoncino (probabilmente per mettere a segno furti di collane e altro) che poi scatenò il panico e la successiva fuga incontrollata delle persone.

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