AGI – Ballottaggio, vaccino, rifiuti e trasporti. Sono le quattro parole chiave, come il numero dei candidati che si contendono il passaggio al secondo turno, che caratterizzano l’alfabeto dell’insolita campagna elettorale per il Campidoglio, giocata tra social e tv all’ombra di un estate rovente in attesa dello sprint finale a settembre, con il voto fissato per il 3 e 4 ottobre. Un altro vocabolo, periferie, finora fatica ad emergere. Perchè le elezioni a Roma, dati alla mano, si vincono conquistando i voti di alcuni dei territori più popolosi e disagiati dove non esistono più feudi elettorali intoccabili e il consenso si polarizza più facilmente.
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