AGI – L’attacco informatico che dal primo agosto tiene offline i siti della Regione Lazio è nato “dalla violazione dell’utenza di un dipendente in smartworking” e la vulnerabilità ha consentito agli attaccanti di “criptare anche il backup dei dati”. È l’assessore alla Salute Alessio D’Amato ad aver chiarito l’origine e la portata del ransomware che ha colpito il centro elaborazione dati dell’istituzione.
Intanto la procura di Roma ha deciso che a occuparsi del reato informatico non ci saranno solo i magistrati, ma a loro sarà affiancato anche il pool dell’antiterrorismo. I reati su cui indaga piazzale Clodio nel procedimento – aperto contro ignoti -sono: accesso abusivo a sistema informatico, tentata estorsione