Il Papa che ama La Strada: Bergoglio e quel debole per il neorealismo  

AGI – Ho visto tutti i film di Aldo Fabrizi e Anna Magnani e amo il neorealismo: Papa Francesco aveva già professato, nelle sue prediche da Santa Marta nel primo lockdown imposto dal covid, la sua ammirazione per il cinema italiano dell’immediato dopoguerra. Oggi torna sull’argomento in una lunga intervista con monsignor Dario Viganò e pubblicata nell’ultimo libro da questi formato: “Lo sguardo: porta del cuore. Il neorealismo tra memoria e attualità” (Effatà editrice).

“Devo la mia cultura cinematografica soprattutto ai miei genitori”, racconta, “Quando ero bambino, frequentavo spesso il cinema di quartiere, dove si proiettavano anche tre film di seguito. Fa parte dei ricordi belli della mia infanzia: i miei genitori mi hanno insegnato a godere dell’arte, nelle sue varie forme. Il sabato, ad esempio, con la mamma, insieme ai miei fratelli, ascoltavamo le opere liriche che trasmettevano alla Radio del Estado (oggi Radio Nacional). Ci faceva sedere accanto all’apparecchio e prima che cominciasse la trasmissione ci raccontava la trama dell’opera. Quando stava per iniziare qualche aria importante ci avvertiva: ‘State attenti, questa è una canzone molto bella‘. Era una cosa

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