L’occhio bionico della ‘ndrangheta di Gioia Tauro

AGI – “L’occhio bionico” dei Piromalli sottoponeva le attività commerciali di Gioia Tauro a un controllo soffocante, con i negozianti costretti a pagare il “pizzo” nelle modalità più fantasiose, anche infilando i soldi nei panini. È quanto emerge dall’operazione “Geolja” dei carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria che stamane hanno eseguito 12 misure cautelari. Associazione per delinquere di stampo mafioso, trasferimento fraudolento di valori e illecita concorrenza con minaccia o violenza con l’aggravante dell’utilizzo del metodo mafioso i reati contestati a vario titolo alle persone coinvolte.

Ventuno in totale gli indagati, tutti originari della Provincia di Reggio Calabria. Le indagini hanno colpito la cosca Piromalli di Gioia Tauro, ma anche alcuni esponenti della cosca Pesce di Rosarno. Gli arresti sono stati eseguiti stamane. L’operazione è stata denominata “Geolja”, dal nome del primo nucleo abitativo sorto in epoca medievale attorno al quale successivamente si è esteso l’agglomerato urbano dell’odierno centro di Gioia Tauro.

L’operazione è frutto di indagini condotte dai militari dell’Arma nel periodo compreso tra il mese di agosto 2018 e il mese di maggio 2020, supportate dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. La genesi dell’inchiesta è le

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