AGI – Nell’anno della pandemia, “il digitale ha dimostrato di poter essere al servizio dell’uomo, ma non senza un prezzo di cui bisogna avere consapevolezza: l’accentramento progressivo, in capo alle piattaforme, di un potere che non è più soltanto economico, ma anche – e sempre più – performativo, sociale, persino decisionale”.
E’ lo scenario disegnato nella sua Relazione annuale alle Camere dal Garante della privacy Pasquale Stanzione. “Un potere – ha avvertito Stanzione – che si innerva nelle strutture economico-sociali, fino a permeare quel ‘caporalato digitale’ rispetto ai lavoratori della gig economy, protagonisti (anche in Italia) del primo sciopero contro l’algori