AGI – La domanda a cui non trova risposta è quasi banale: perché, nel corso degli anni, nessuno prima del suo collega salernitano ha mai posto il quesito a un giudice? Era evidente, specie dopo il pronunciamento delle Corti europee che una legge del 1948 fosse più che superata.
Francesco Chioccarelli, il giovane avvocato penalista napoletano che ha sostenuto le ragioni dei giornalisti davanti alla Corte Costituzionale sulla questione del carcere per diffamazione, attende di conoscere le motivazioni della decisione del 22 giugno scorso che ha visto dichiarare illegittimo l’articolo 13 della legge 47/1948, ma, spiega all’AGI, non è sorpreso.
“Già dall’ordinanza di rinvio del 9 giugno del 2020 la Corte lasciava intendere che la questione era fondata – ricorda – dando alle Camere un mandato che nel comunicato stampa emesso l’altro giorno è ribadito. Le innovaz