Le 2500 pagine di accuse allo Stato nel processo voluto dalle famiglie dei morti di Covid

AGI – La salute degli italiani è andata “a schiantarsi nelle fauci della pandemia come una funivia lasciata senza freni”. E’l’immagine, evocativa dell’incidente del Mottarone, scelta dagli avvocati dei familiari delle vittime del Covid come emblema delle responsabilità delle istituzioni nelle 466 pagine dell’atto di citazione depositato al Tribunale civile di Roma in vista dell’udienza dell’8 luglio.

“Le istituzioni responsabili per azioni e omissioni”

Una ponderosa ricostruzione, letta dall’AGI, di quanto successo dal punto di vista di chi, mariti, mogli, figli e nipoti – cinquecento persone in tutto – chiede di condannare la Presidenza del Consiglio, il Ministero della Salute e la Regione Lombardia a un risarcimento per i danni non patrimoniali subiti che ammonta a circa 100 milioni di euro. 

L’atto, firmato dagli avvocati Consuelo Locati, Alessandro Pedone, Piero Pasini, Giovanni Benedetto e Luca Berni, è la ‘continuazione’ di quello consegnato a dicembre ai giudici capitolini e riguarda, in particolare, la gestione della crisi sanitaria dopo il maggio del 2020 quando, a detta dei legali, Governo e Regione non avrebbero contribuito a un miglioramento della situazione nonostante fossero a conoscenza dell’”assoluta inesistenza di un piano pandemico” così come sarebbe dovuto essere scritto in base a una decisione del Parlamento europeo del 2013 e alle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e del Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Ecdc).

Le responsabilità delle istituzioni, invocate anche sulla scorta di 2099 pagine di documenti allegati, deriver

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