AGI – Quando gli agenti della Squadra mobile lo presero, a Cannatello, località di mare a due passi da Agrigento, Giovanni Brusca era col fratello Enzo Salvatore e con le rispettive famiglie. Il figlio del boia di Capaci aveva cinque anni, allora, e sembravano due famigliole in vacanza, anche se fuori periodo: era infatti la sera del 20 maggio 1996.
Lo beccarono, un centinaio di uomini della Squadra mobile, dello Sco, dei gruppi speciali della polizia, grazie al famoso escamotage della moto smarmittata: dato che lui, il Verru, ‘il porcò, aveva uno dei rari telefonini Gps (rari per l’epoca), erano riusciti a intercettarlo fra mille difficoltà ma non erano sicuri su dove si trovasse. Il rumore della moto diede la certezza al gruppo guidato, fra gli altri, dall’attuale questore Luigi Savina, all’epoca capo della Squadra mobile di Palermo.
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