TORINO – In Borgo Vittoria si parla di Dad in piazza. Il quartiere periferico nella zona di Torino nordovest, ben separato dal centro, ieri ha visto l’incontro “Come va la DaD? Parliamone in periferia”, un evento nato spontaneo da tre ragazzi di neanche vent’anni, che hanno portato in piazza insegnanti, genitori e presidi per parlare della famigerata didattica a distanza e di come l’insegnamento da remoto abbia cambiato quest’ultimo anno scolastico.
Dario Muccilli, 18 anni, è il liceale che modera l’evento e come scopo, lo chiarisce subito, si è prefissato quello di dare vita a un débat public, l’abitudine francese di interrogarsi sui grandi temi in piazza. In questo caso è stata scelta Piazza della Vittoria, l’area del mercato nel cuore di Borgo Vittoria: “Il 26 torneremo a scuola, forse è il momento di fare un bilancio”.
Gli interventi vanno al cuore dei problemi. Come fa il professore d’inglese Marco Celeghin, che parla della Dad dal punto di vista dei professori. I problemi non sono solo tecnici: “I ragazzi spesso spengono la webcam, mentre a noi professori è richiesto di essere visibili il più possibile. Ci mettiamo in gioco, mentre i ragazzi non possiamo obbligarli ad accenderla”.
Mettersi in gioco vuol dire anche rischiare: “Molti ragazzi hanno usato registrazioni o screen delle nostre lezioni per postarli e dileggiarci, sono stati necessari anche provvedimenti disciplinari”. Ma poi ci sono tutti gli altri problemi: “Mentre insegnavo sentivo mia moglie, insegnante come me, che faceva lezione nell’altra stanza”. Problemi di tutti i giorni, in cui molti si sono identificati, come quando “hanno fatto lavori di ristrutturazione sotto casa mia e ho dovuto sospendere la lezione. Non sentivo niente”.
C’è poi il punto di vista dei genitori. Per loro parla Lara Tamagnone, genitore e membro del comitato genitori delle scuole “G.Allievo”. “Morante”, “Franchetti”, tre scuole primarie della zona: “Per me la Dad è il telelavoro dei bambini,