ROMA – Per lasciarsi senza farsi troppo male il segreto è amare se stessi e non smettere mai di farlo. Se dovessero riassumere il senso del loro libro con una frase, probabilmente Giovanna Donini e Andrea Midena lo farebbero così. Loro sono gli autori di ‘Ti lascio per riprendermi‘ (Solferino editore), che hanno raccontato alla Dire com’è nato e cos’è questo ‘Manuale praticomico per affrontare la separazione‘. “Lo spunto per il manuale- spiega Midena- è nato durante il primo lockdown, quando abbiamo letto un articolo di giornale nel quale si parlava di boom di separazioni proprio a causa della convivenza forzata. In realtà di questo argomento pensavamo di scrivere già prima della pandemia, queste notizie sono state uno spunto in più. Oltre a voler affrontare il tema della separazione, che prima o poi può riguardare chiunque, il nostro intento era quello di guardare anche un evento doloroso, come la separazione, dal nostro punto di vista di autori comici, per aiutare tutti a riderci un po’ su”. Per affrontare una separazione in modo pratico e un po’ ironico, il primo consiglio che gli autori danno a tutte le coppie è: preparare, in tempi non sospetti e al culmine della felicità, la valigia per andare via. “Deve essere un bagaglio a mano, leggero, con dentro l’essenziale. Ma perché sia funzionale- spiega Donini- bisogna prepararla a mente fredda. Perché se, invece, la valigia per andare via la prepari nel momento del bisogno, mentre sei in lacrime, finisci per metterci delle cose inutili. E invece al momento della separazione c’è bisogno di praticità”.
Subito dopo, è essenziale trovarsi una casa. “In un primo momento- prosegue Andrea Midena- inizi a girare nelle case degli amici e lì approfondisci le caratteristiche di ognuno di loro, in base alle quali varia anche il tempo massimo di permanenza”. Così può capitare di passare dal maniaco dell’igiene al punkabbestia, dall’animalista all’ambientalista e alla sacra famiglia. “Quest’ultima- chiarisce l’autore- è molto famiglia, ha due bambini piccoli. Tu arrivi lì disperato e finisci per fare il baby sitter”.