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Etiopia, ricercatori confermano l’identità di 1.900 vittime nel Tigray

ROMA – Nel conflitto del Tigray, scoppiato a novembre nel nord dell’Etiopia, è stata confermata l’identità di almeno 1.900 persone, uccise in 150 “massacri” dagli eserciti e dalle milizie coinvolte. A realizzare questo archivio, attraverso oltre 2.000 telefonate con i testimoni e 7.000 documenti, è stato un team di organizzazioni umanitarie coordinate dall’Università belga di Gand. La vittima più anziana aveva più di 90 anni, ma si registrano anche bambini piccoli, mentre nel 90 per cento dei casi si tratta di maschi. I ricercatori hanno analizzato documenti, post sui social network e testimonianze raccolte direttamente tra i sopravvissuti o i parenti delle vittime, riuscendo infine a confermare l’identità, l’età e il luogo d’origine delle vittime, nonché a stilare una lista delle località in cui le uccisioni di massa sono avvenute. Su Twitter, poi, la lista è stata condivisa dai ricercatori, che hanno dedicato un tweet ad ogni vittima condividendo le informazioni disponibili e aggiungendo gli hashtag #TigrayGenocide, #SayTheirNames, #NeverForget. Al quotidiano britannico Guardian, Jan Nyssen, docente di Geografia che ha coordinato la ricerca, ha dichiarato: “Abbiamo realizzato un archivio di guerra. Queste persone non dovranno essere dimenticate e bisognerà aprire un’inchiesta su questi crimini di guerra”. La lista che gli esperti hanno compilato, secondo Nyssen, “serve a dimostrare la vastità di quello che è accaduto. Sappiamo che ci sono molte altre vittime ma di queste 1.900, conosciamo i nomi e le circostanze“.

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Nel suo studio il team di ricercatori ha condiviso anche delle mappe, una delle quali mostra i luoghi degli attacchi nel Tigray divisi per mese, da cui si apprende che le aggressioni sono proseguite fino a febbraio, sebbene le autorità di Addis Abeba sostengano che l’offensiva militare si sia conclusa il 28 novembre. La ricerca dimostra inoltre che solo il 3 per cento degli attacchi è avvenuta a causa di bombardamenti aerei o per i colpi dell’artigleria di terra.

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