Petrelli: “A Pescara 84% casi variante inglese, rispettare regole per salvare estate”

tamponi covid

Il presidente della Commissione Ambiente del Comune di Pescara Ivo Petrelli (Forza Italia) riporta quanto riferito da Paolo Fazii, responsabile del Laboratorio di Analisi e microbiologia dell’ospedale civile

PESCARA – “L’emergenza da Covid-19 non è finita: oggi continua a predominare la variante inglese del virus, che rappresenta l’84% dei ‘casi’ totali, e ha un indice di contagiosità del 70% superiore rispetto alla forma originaria. Questo significa che, se vogliamo salvare l’estate e almeno la stagione balneare, dovremo essere rigorosi nei mesi di aprile e maggio, continuando a osservare le regole minime, come il distanziamento sociale di almeno 2 metri e l’uso costante delle mascherine, anche se si è stati vaccinati. Solo in questo modo potremo pensare di tornare al mare, in spiaggia e anche di riaprire stadi e palestre”. È quanto scrive in una nota il presidente della Commissione Ambiente del Comune di Pescara Ivo Petrelli (Forza Italia) riportando quanto riferito nel corso della stessa da Paolo Fazii, responsabile del Laboratorio di Analisi e microbiologia dell’ospedale civile di Pescara. Una seduta convocata, spiega Petrelli, alla luce dell’abbassamento dell’indice di contagio in città e quindi per fare il punto sulla situazione in vista delle festività pasquali che, sottolinea, “potrebbero indurre le famiglie e gli amici a una maggiore vicinanza fisica. Ma le indicazioni ricevute dal virologo Fazii sono state di tutt’altro avviso, ovvero: il coronavirus c’è, continua a serpeggiare attorno a noi, tra le persone, nell’ambiente e continuerà a farlo anche con l’arrivo della bella stagione, dunque l’estate e il caldo non uccideranno il virus, piuttosto il soleggiamento può favorire una riduzione della carica e della contagiosità del Covid, grazie anche all’innalzamento della barriera immunitaria di ciascun individuo, barriera che si abbassa con il freddo invernale, ma proprio come accade con il virus della normale influenza, il coronavirus continuerà la sua trasmissione tra le persone – sottolinea il presidente della Commissione riferendo delle parole di Fazii -, con una inferiore capacità di infettare, ma permane, e se vogliamo evitare tra ottobre e novembre l’ennesima ondata,

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