Assemblea capitolina, silenziato il pc di Ficcardi: “Chiesti chiarimenti a Microsoft”

ROMA – Forse è stato solo un errore. O forse un dispetto. Fatto sta che le sospette e ripetute interruzioni ai danni della consigliera Simona Ficcardi, ex grillina passata recentemente al gruppo dei Verdi, mentre parlava oggi in Assemblea capitolina dal suo Pc di casa, non sono passate inosservate. E ora il presidente dell’aula, Marcello De Vito, ha “chiesto a Microsoft di avviare una verifica” per capire chi è stato il colpevole. 

L’incidente, o sabotaggio, subito dalla passionaria ambientalista, è avvenuto questo pomeriggio mentre Ficcardi stava letteralmente urlando contro la maggioranza del M5s. In quel momento era in corso la fase della discussione generale su una delibera molto delicata, quella contenente il piano di risanamento di Ama, quello di ristrutturazione, quello industriale, la ricapitalizzazione e l’approvazione dei bilanci 2017, 2018 e 2019 dell’azienda capitolina. Mentre Ficcardi stava criticando la maggioranza del M5s sulla scelta della discarica di Monte Carnevale, improvvisamente, la sua voce sparisce. Poi ritorna per andarsene nuovamente, poco dopo. Le parole della consigliera non arriveranno mai a destinazione. Lo sfogo resta nel volto, tirato, mentre Ficcardi prosegue il suo intervento. 

La situazione, però, non è sfuggita a De Vito che, in diretta, interviene rivolto a Ficcardi. “Le è stato disattivato il microfono, non so come, non so da chi- dice- Nessuno tocchi i microfoni di Ficcardi”. 
L’audio, allora, torna misteriosamente. Ficcardi è una furia: “Mi disattivano il microfono perché hanno paura di quello che dico-urla- Si devono solo vergognare su Monte Carnevale.  Vergognatevi”. De Vito aggiunge: “Nessuno si deve permettere di non far parlare una collega”. 

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La seduta, dopo l’incidente in questione, viene sospesa per una capigruppo che dura circa un’ora. De Vito, subito dopo, spiega alla Dire: “Ho disposto che L’Assemblea Capitolina chieda una verifica al fornitore Microsoft. Abbiamo anche provveduto di chiedere a Microsoft di modificare i comandi del sistema informatico affinché solo io e i membri dell’ufficio di presidenza possano disattivare un microfono”.

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