La battaglia della Scala dei Turchi, la scogliera di Montalbano e Malena

AGI – “Il profilo della parte piu’ alta della collina di marna candida s’incideva contro l’azzurro del cielo terso, senza una nuvola, ed era incoronato da siepi di un verde intenso. Nella parte piu’ bassa, la punta formata dagli ultimi gradoni che sprofondavano nel blu chiaro del mare, pigliata in pieno dal sole, si tingeva, sbrilluccicando, di sfumature che tiravano al rosa carrico. Invece la zona piu’ arretrata del costone poggiava tutta sul giallo della rina”.

Se Toto’ l’avesse vista, se avesse letto della sua bellezza ne “La prima indagine di Montalbano” (ed. Mondadori) e si fosse accorto delle frotte di turisti che ogni anno la visitano in Sicilia, avrebbe cercato di venderla al primo sprovveduto, come nel film Tototruffa 62. E, a differenza della Fontana di Trevi, ci sarebbe pure riuscito: la Scala dei Turchi, scogliera di marna nell’agrigentino e meta del turismo internazionale, infatti, non e’ di nessuno, neanche pubblica. Anzi, per una piccola parte e’ privata, e appartiene a un 73enne che un giorno si presento’ al comune di Realmonte sbandierando un testamento che farebbe di lui l’erede.

Ne venne fuori una lunga contesa, che ormai dura da anni, e che non ha certo salvaguardato la Scala dei Turchi – amata da Andrea Camilleri , che era di queste parti, raccontata da Giuseppe Tornatore in ‘Malena’ e da Pif i

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