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Guerini: “L’impegno dell’Italia in Africa è un unicum”

ROMA – “L’impegno italiano in Africa è un unicum: nel Sahel, nel Corno d’Africa, nel Golfo di Guinea e in Libia si decide la nostra sicurezza e per questo è necessario far convergere gli sforzi attuali verso una visione sistemica sotto l’egida dell’Unione Europea. Le conseguenze della crisi di questa grande area e la forte ripresa della minaccia terroristica jihadista si riflettono nel Mediterraneo e in Europa“. Lo ha detto il ministro della Difesa Lorenzo Guerini al termine della visita di due giorni dove ha incontrato i militari italiani impegnati nelle missioni nei due Paesi del Corno d’Africa. 

Il ministro Guerini nel corso dei suoi incontri con il Presidente della Repubblica del Gibuti Isamail Omar Guelleh e con il Ministro della Difesa Hassan Omar Mohamed Bourhan, che lo hanno ringraziato per il lavoro dei militari italiani, ha affermato “Gibuti- ha dichiarato- svolge un ruolo fondamentale per la stabilità della regione, agendo da facilitatore e da promotore del dialogo e della cooperazione tra i paesi dell’area e voglio esprimere il mio plauso per gli sforzi del Paese nel contrasto al terrorismo internazionale”. E poi ha aggiunto “l’Italia intende continuare a supportare lo sviluppo delle forze di sicurezza locali attraverso i nostri programmi di addestramento”. 

Proprio in questi giorni infatti l’Italia- continua la nota- ha assunto nuovamente il Comando della Forza Navale di Atalanta, imbarcato su Nave Carabiniere. E a bordo della nave il ministro, accompagnato dall’Ambasciatore d’Italia in Etiopia Arturo Luzzi, rivolgendosi al Contrammiraglio Luca Pasquale Esposito, Comandante dell’Operazione EUNAVFOR Somalia “Atalanta” e al Comandante della nave, Capitano di Fregata Alessandro De Lucia ha detto “garantire la sicurezza marittima è la ragione che ci porta ad essere presenti anche in mari lontani dalle nostre coste, per contrastare il fenomeno della pirateria, che continua a destare grande preoccupazione e a rappresentare una minaccia grave per la libertà di navigazione del traffico mercantile e anche per il trasporto degli aiuti umanitari”. 

Nel saluto al personale della Base Militare italiana di Supporto della Missione in Gibuti e della Missione Bilaterale di Addestramento delle Forze di Polizia somale e gibutiane,

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