Violenza Donne, Giannone (FI): “È un flagello, mozione Polidori va approvata”

veronica giannone

“Mia proposta fondo 3 milioni, gratuito patrocinio anche per Ctu. Tante accusate di alienazione”

ROMA – “Ci indigniamo per quello che succede fuori dal nostro Paese, senza riflettere sul nostro. È vero che esistono sulla carta leggi che tutelano le vittime di violenza, ma nei fatti facciamo finta di non vedere in quali condizioni di violenza vivano migliaia e migliaia di donne in questo Paese”. Ha iniziato sferrando questo monito il suo discorso la deputata di Forza Italia, Veronica Giannone, intervenendo alla Camera dei deputati sulla mozione a firma della collega di partito Catia Polidori, per iniziative a sostegno e tutela delle donne, oggi in discussione, che “deve essere approvata e attuata” ha chiesto Giannone nel suo intervento analizzando la situazione nazionale su questo fronte e le criticità.

La deputata infatti, definendo il “fenomeno della violenza sulle donne come strutturale, malattia sociale e flagello”, queste le definizioni utilizzate, ha presentato una diagnosi a 360 gradi del fenomeno ricordando anche la sua proposta per il “Fondo per l’assistenza legale gratuita alle donne vittime di violenza‘, già approvato con un ordine del giorno alle Legge di bilancio, supportata e sottoscritta da tutto il gruppo di Forza Italia”. “I posti di lavoro persi durante la pandemia sono al 60% femminili“, ha ricordato e “senza lavoro le donne restano chiuse in casa con i loro aguzzini. Il Fondo di non meno di 3 milioni di euro- ha spiegato la deputata intervenendo su questa diseguaglianza economica- garantisce l’assistenza legale, anche per la fase delle indagini preliminari e soprattutto in ambito civile, sia nel giudizio che in consulenza preliminare. Le CTU (le consulenze tecniche d’ufficio) nominate dal giudice- ha puntualizzato la deputata da sempre in prima linea sui casi delle ‘mamme coraggio‘ accusate di alienazione genitoriale– hanno dei costi spropositati e anche questi potrebbero essere coperti dal Fondo così come le cause per il risarcimento, visto che nonostante l’esenzione del requisito reddituale stabilito dalla Suprema Corte ad oggi questa causa civile- ha sottolineato Giannone- resta scoperta dal gratuito patrocinio e coprirebbe anche tutti quei casi in cui il giudice decide in sentenza di revocare il gratuito patrocinio.

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