ROMA – In Italia si registrano ogni anno circa 60mila casi di trombosi. La percentuale di reazioni avverse al vaccino di AstraZeneca si aggira intorno allo 0,0003%. In Gran Bretagna e altri Paesi, pur avendo casi simili, non hanno bloccato l’inoculazione. Ha fatto bene Aifa a sospendere temporaneamente la somministrazione del vaccino Astrazeneca dopo i casi di trombosi che si sono verificati in alcuni pazienti? Esiste una connessione di causa ed effetto tra i vaccini e le trombosi o si tratta semplicemente di un rapporto temporale? I bambini dovranno essere vaccinati? E sarà utile il passaporto vaccinale? A queste domande ha risposto il virologo Carlo Federico Perno, direttore della Microbiologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, nel corso di un’intervista rilasciata all’agenzia Dire.
“Innanzitutto- chiarisce subito Perno- Aifa si è adeguata, come è giusto che sia, ad un blocco a livello europeo. In questo momento ci sono due situazioni collaterali: da un lato i numeri che ci dicono che non esiste alcuna evidenza che questo vaccino produca trombosi; dall’altro lato c’è il principio di precauzione, ossia nel momento in cui avviene un evento inspiegabile è necessario che vengano messe in atto tutte le procedure per valutare e poter capire che cosa sta succedendo. Due realtà assolutamente compatibili”.
– Su oltre 17 milioni di persone vaccinate in Europa e nel Regno Unito sono stati segnalati 15 eventi di trombosi venosa profonda e 22 di embolia polmonare. In Italia, intanto, si verificano 166 episodi di tromboembolismo al giorno indipendenti dal vaccino. È un dato su cui riflettere?
“Se una persona vaccinata ha un infarto, considerando il numero di infarti che giornalmente registriamo, questo non significa che ci sia un rapporto di causa-effetto, ossia che l’evento A ha prodotto l’evento B. Il fatto che siano avvenuti uno dopo l’altro non significa assolutamente che ci sia una correlazione. Faccio un esempio e una ‘modesta‘ polemica: l’età nella quale si fanno le vaccinazioni dei bambini e anche l’età in cui, ahimé, compaiono i primi segni dell’autismo. È un tipico esempio in cui si ha correlazione temporale fra i due eventi: si fanno le vaccinazioni e nello stesso tempo, in certi casi, compaiono i primi segni dell’autismo.