Tramonta la candidatura di Gualtieri a sindaco? Prime trappole per Letta…

enrico letta

L’editoriale di Nico Perrone per Dire Oggi

ROMA – Tra le prime cose che il nuovo segretario del Pd, Enrico Letta, dovrà subito affrontare e risolvere, c’è il nodo di come gestire la comunicazione interna ed esterna al partito. Troppi anni di guerre intestine, di colpi bassi e alle spalle, con le correnti che sono diventate partiti nel partito, si sono trasformati in macigni difficili da rimuovere. Ma Letta dovrà presto trovare un bulldozer, ruspa in italiano, per sgomberare la strada, altrimenti per lui ci sarà la grana quotidiana. Come il via libera alla candidatura dell’ex ministro Roberto Gualtieri, in quota Dem, a sindaco di Roma, che ieri qualche ‘vocina’ ha fatto arrivare alle orecchie dei giornalisti, quasi fosse cosa fatta. Per bruciare la candidatura? “No, è stata una fesseria, qualcuno ha cercato di mettere le mani avanti, di forzare un pochino la situazione… Ma ha ottenuto l’effetto contrario, e adesso Gualtieri rischia”, dice una fonte Dem. “No, sono stati i ‘renziani’ dentro al Pd che l’hanno fatta circolare, per bruciarla e mettere subito in difficoltà il nuovo segretario, fargli capire che con loro dovrà fare i conti”, dice un’altra campana Dem. Questo per capire in che pasticcio si troverà ad operare il segretario eletto con soli due voti contrari ma con molti che sono pronti già a barricarsi nei rispettivi fortini per difendere le posizioni conquistate. Ad esempio, la partita dei capigruppo in Parlamento, che un nuovo leader a ragione potrebbe volere nominare lui per aver un più stretto controllo sul raccordo con l’attività in Parlamento. Ti saluto… Argomento che non potrà nemmeno sfiorare, fanno capire diverse fonti interpellate sull’argomento. Martedì mattina alla Camera e nel pomeriggio al Senato, il nuovo segretario avrà il suo faccia a faccia con i parlamentari Dem che, alla fine, si risolverà con un mesto “buon lavoro”.

I numeri non sono dalla parte di Letta, soprattutto al Senato, dove Andrea Marcucci impera grazie alla stragrande maggioranza dei senatori di Base riformista: “Se Letta vuol cambiare qualcosa – dicono da quelle parti – forse è meglio che cominci da qualche altra parte”.

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