ROMA – In Italia sono 3 milioni le donne affette da endometriosi, circa 200 milioni nei Paesi occidentali. La malattia comincia a crescere dopo il menarca e già in adolescenza si manifestano i primi disturbi: i due terzi delle pazienti hanno iniziato a soffrirne prima dei 20 anni, mentre tra i 20 e i 35 anni insorgono i sintomi maggiori, dolori pelvici, anche devastanti, soprattutto nella fase del ciclo e dell’ovulazione, stanchezza fisica cronica, fino ad amnesie e disturbi di attenzione. Inoltre la presenza della malattia nella pelvi provoca spesso infertilità: il 40% delle donne con endometriosi ha problemi nel procreare. E sulla diagnosi di endometriosi ad oggi grava un ritardo medio di 8-9 anni, con conseguenze in termini di sofferenze prolungate per le pazienti. È quanto emerge dalla II Convention ufficiale della Fondazione Italiana Endometriosi, organizzata, in modalità webinar, il 20 marzo, a partire dalle 14.30, in occasione del mese dell’endometriosi, per sensibilizzare sulla patologia e diffonderne maggiormente la conoscenza.
COS’È L’ENDOMETRIOSI
“L’endometriosi è la presenza di endometrio al di fuori della cavità uterina, normalmente nella pelvi, ma purtroppo ad oggi non esistono cure mediche– spiega Pietro Giulio Signorile, presidente della Fondazione Italiana Endometriosi- Si possono combattere i sintomi con terapie ormonali, alimentazione antinfiammatoria e integratori che, riducendo infiammazione e dolori, incidono sulla percentuale di crescita della malattia. E in questo senso un ruolo importante lo gioca la diagnosi precoce: non bisogna infatti trascurare l’impatto fisico, emotivo e relazionale della malattia che si ripercuote sul lavoro e nei rapporti sociali e con il partner. Per questo la Fondazione nell’ambito dell’attività di ricerca, supporto e informazione, persegue l’obiettivo di sostenere le donne nel loro percorso di cura, promuovere studi e aumentare la conoscenza sulla malattia per rendere l’endometriosi di pari dignità rispetto alle altre malattie sociali, e ridurre le differenze tra le malattie croniche e di genere”.
“La Fondazione è attivamente impegnata nella ricerca sull’endometriosi da oltre dodici anni- osserva ancora Alfonso Baldi, direttore scientifico della Fondazione Italiana Endometriosi- Importanti risultati sono stati raggiunti sulla patogenesi, sulla diagnosi e sulla terapia della malattia con numerose pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali. In particolare, gli studi della Fondazione hanno generato le prime evidenze scientifiche sull’origine embrionale della malattia,