Donne in campo: in Veneto fiorisce l’agricoltura femminile under 40

Secondo i dati diffusi da Cia Veneto, nonostante la crisi generale del settore le imprese agricole giovanili sono aumentate dello 0,4% e quelle femminili giovanili dell’1,2%

VENEZIA – In Veneto le imprese agricole femminili sono 14.111, il 22,8% del totale delle aziende agricole, pari a 61.844 unità. Nel corso del 2020, però, ne sono scomparse 292, il 2%. Un segnale di speranza è rappresentato dalle imprese agricole femminili giovanili, ovvero gestite da donne under 40, che tra il 2019 e il 2020 sono aumentate dell’1,2%. Tutti i numeri arrivano dalla conferenza stampa organizzata da Cia Veneto e Regione Veneto in vista dell’8 marzo. E dicono che “le aziende agricole al femminile sono le più propense alla diversificazione delle attività a integrazione del reddito, quella che in Cia chiamiamo multifunzionalità. Lo fanno attraverso le fattorie didattiche, attraverso l’accoglienza degli anziani, dei disabili e degli emarginati, delle donne in difficoltà a difendere l’agricoltura di montagna. Le donne in campo sono impegnate a costruire asili nelle aziende dove insegnare ai bambini il valore dell’agricoltura e dell’ambiente e ad offrire catering agricoli alle vicine città”, spiegano il presidente Cia Veneto Gianmichele Passarini e la presidente dell’associazione Donne in campo Veneto, Michela Brogliato, evidenziando le principali differenze tra le imprese agricole gestite da uomini e le imprese agricole femminili.

C’è quindi bisogno di misure ad hoc per il sostegno dell’imprenditoria agricola femminile, e non solo di prestiti, che poi vanno ovviamente restituiti, ma di “contributi a fondo perduto come quelli che sono stati previsti dalla Regione per l’imprenditoria femminile”, da cui però il mondo agricolo rimane escluso, segnala Brogliato rivolgendosi direttamente all’assessore regionale al Lavoro e alle Pari opportunità Elena Donazzan. “La prossima programmazione comunitaria sarà l’occasione per dare risposte”, risponde Donazzan presente alla conferenza stampa. “Nel Psr (Piano sviluppo rurale) attiveremo uno strumento di conciliazione dei tempi vita-lavoro” continua, assicurando che l’assessorato destinerà risorse al settore primario “anche al di fuori del Psr”. Ora, “continueremo a prendere, come assessorato a Istruzione e Formazione, misure dedicate alle donne e misure dedicate al primario,

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