AGI – Reggio Calabria, – C’è l’ombra della ‘ndrangheta dietro all’organizzazione smantellata dalla Polizia che stamane ha arrestato nove persone per gravi vicende di caporalato nella Piana di Gioia Tauro (RC).
Gli arresti sono stati eseguiti stamani dalla Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi nel corso dell’operazione denominata “Rasoterra”.
Le accuse, a vario titolo, vanno dalla intermediazione illecita e dallo sfruttamento del lavoro in concorso al trasferimento fraudolento di valori in concorso. Le vittime erano migranti costretti a lavorare nei campi con paghe dimezzate rispetto a quelle contrattuali e per molte ore al giorno.
In carcere sono finiti Filippo Raso, 52enne di Taurianova, già detenuto per altra causa; Ibrahim Ngom detto Rasta, senegalese di 31 anni; Kader Karfo, detto Cafù, 42enne della Costa d’Avorio.
Ai domiciliari invece: Pasquale Raso, 20enne di Cinquefrondi; Mario Montarello, 56enne di Rizziconi; Giacomo Mamone, 35enne di Cinquefrondi, Francesco Calogero, 66enne di Rizziconi; Domenico Careri, 65enne di Rosarno; Vincenzo Straputicari, 41enne di Taurianova.
Nel corso dell’operazione è stata sequestrata una ditta individuale, attiva nel settore delle coltivazioni agrumicole, olivicole, di kiwi e ortaggi, intestata a Raffaella Raso e di fatto gestita dal padre Fili