
L’editoriale di Nico Perrone per Dire Oggi
ROMA – A proposito del futuro che spetta ai giovani, che bisogna far spazio alle nuove generazioni. Giù il cappello. Chi accusa è archeologo e accademico illustre, Andrea Carandini, ha scritto libri famosi, è studioso eccelso, ha 83 anni e su Google il suo nome rimanda a 181.000 segnalazioni. Parla molto, ultima polemica sulla nomina del giovane archeologo italo-tedesco Gabriel Zuchtriegel, 39 anni, come nuovo direttore del sito di Pompei, scelto dal ministero di Dario Franceschini. Ma ogni tanto, col massimo rispetto, si può dire a questi gagliardi studiosi che hanno anche un po’ stufato? Di lasciar fare un pochino ai giovani? Di tenersi, di dare consigli gratis e su richiesta? Anche sbagliando si impara. Certo, forse nel caso di questi studiosi eccelsi anche quand’erano giovani avevano sapienza da ottantenni. Ma noi che possiamo farci? Siamo normali esseri umani, stanchi di vedere la scena sempre affollata di illustri anziani che, beffa tra le beffe, poi sempre accennano che bisogna dare spazio ai giovani, metterli alla prova ecc. ecc. Proprio loro, gli inamovibili. E, guarda che caso, l’attacco al giovane direttore scelto per rilanciare Pompei è sempre spostato sul versante della vile pecunia rispetto alla Cultura, con la ‘C’ maiuscola mi raccomando, che loro difendono. Eh sì, scrive Carandini: “Il ministero prima ha voluto una commissione che è riuscita a scartare i migliori… e poi il ministro ha scelto non il migliore della finale terna – un funzionario del medesimo ministero – ma una persona che giudico non all’altezza, già direttore a Paestum, con idee di valorizzazione più commerciali e spettacolari che intrinsecamente culturali: dedito alla mera immagine, alla vaga bellezza…“. E chissà su chi puntava il nostro, lasciamo stare.
Insomma, quelli che in momenti drammatici si sbattono per trovare risorse svendono la cultura, che invece viene difesa e garantita dai mostri sacri. Servono sempre soldi? Ma che volete che interessi a queste personalità che hanno sacrificato tutto,