FIRENZE – Sulla produzione locale di vaccini contro il Coronavirus il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ci crede. E, dopo aver lanciato nei giorni scorsi l’idea di una filiera produttiva in Toscana, oggi intervenendo su Rainews24 ammette che la questione potrebbe avere senso in un’ottica di lungo periodo. “Fra la gente- afferma il governatore- si ha la percezione che il vaccino sia una volta e questo basterà per sempre. Non è così. Vediamo che ritorna positivo chi aveva una vaccinazione spontanea e individuale perché aveva avuto il Covid a marzo, aprile dell’anno scorso nella prima ondata. Cosa significa? Che il vaccino ha una durata di 8-9 mesi“. Di conseguenza, sottolinea il presidente della Regione, “già ora avremmo bisogno di 120 milioni di dosi di vaccino, perché siamo 60 milioni, ma nei prossimi anni” l’Italia avrà necessità di rifornirsi di un numero altrettanto rilevante di dosi. “Quindi- sostiene- è un mercato che conviene poter strutturare all’interno del nostro Paese. Ci vantiamo sempre dell’eccellenza delle imprese farmaceutiche, ma se sono un’eccellenza è possibile che non riescano a produrre vaccini impostando la produzione a due-tre anni?”.
“IL VERO PROBLEMA SONO LE FORNITURE DI VACCINI, DRAGHI INTERCEDA”
“Forse a livello nazionale non ce ne rendiamo conto, ma noi i luoghi anche meno fatiscenti delle tende e delle strutture precarie li abbiamo già trovati. Ho 310 luoghi su 273 comuni della Toscana assolutamente disponibili. Abbiamo trovato anche l’equilibrio nell’organizzazione. Il problema è il numero dei vaccini, quindi ce li devono mandare. Il vero salto di qualità che mi aspetto da Draghi è che con la sua autorevolezza possa parlare in Europa e farci arrivare vaccini”. Lo dichiara, nel corso di un intervento su Rainews24, il presidente della Regione, Eugenio Giani, in merito all’emergenza Coronavirus. “Sono d’accordo- precisa- con chi dice che sull’acquisto delle forniture non devono operare le Regioni, lo dice l’articolo 5 della Costituzione che l’Italia è una repubblica una e indivisibile”. Questo tuttavia ad avviso del governatore non deve far passare in secondo piano la priorità numero uno nella lotta alla pandemia: “Parliamo molto delle restrizioni- ricorda- ma la vera sfida è il grido vaccini, vaccini, vaccini. È abbastanza frustrante andare come ho fatto io nei vari luoghi dove somministriamo e sentirmi dire dai medici: oggi facciamo 1.000 vaccinazioni al giorno,